Apologia del Pouf

 

Ritornano, ci sono sempre stati, hanno una storia da nomadi e sono i nomadi imbottiti e morbidi della casa, da sempre.

Ruotano, si capovolgono, diventano portatori di segreti, di cose da nascondere, da catalogare, da immagazzinare, oppure si accasciano per accogliere degli accasciati, con desideri di voluttà o di semplice convivialità.

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Si può anche scrivere: ‘puf’, o ‘puff’: è un complemento di arredo onomatopeico, perché la sensazione che possa essere sonoro, ogni qual volta lo usi, c’è eccome.

Pare che il suo nome arrivi da morbidi copricapi o acconciature di moda tra le donne in Francia, nel 18° Secolo.

Quello della mia infanzia, era di cuoio, battuto a mano, a segnare…
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